Complesso forestale BANDITE DI SCARLINO

Ente gestore

Comune di Scarlino

Si estende su una superficie di circa 5771 ettari ed è situato nei comuni di Scarlino, Castiglione della Pescaia e Gavorrano, che gestiscono in modo unitario il Complesso. Il nome ‘Bandite’ ha radici antiche e deriva dai bandi che venivano fatti per la vendita di lotti di bosco in piedi.

Come raggiungerlo

In auto. Provenendo da nord, sud o dalla superstrada Siena-Grosseto, si percorre la SS. 1 Aurelia fino all’uscita Scarlino o Follonica. Da qui, per entrare nel Complesso (comuni di Castiglione-Gavorrano- Scarlino), ci si dirige verso Scarlino o Puntone, per poi immettersi nella SP. delle Collacchie in direzione Castiglione della Pescaia, mentre per la parte del comune di Follonica occorre dirigersi verso Massa Marittima. In treno . Per chi proviene da nord o sud, la stazione ferroviaria consigliata è Follonica sulla linea Pisa– Grosseto; è possibile poi spostarsi da tali località tramite le comode autolinee locali.

Geomorfologia e clima

Le Bandite di Scarlino si spingono dalla costa (caratterizzata da suggestive baie, come Cala Martina e Cala Violina) nell’entroterra per circa una ventina di Km, con un movimentato paesaggio collinare che degrada verso rilievi più o meno ripidi, che raggiungono i 550 m. slm. di altitudine. I corsi d’acqua presentano un regime torrentizio, cioè hanno portate estive scarsissime se non addirittura nulle. Dal punto di vista geologico, il Complesso insiste su rocce arenacee, con esclusione di particolari zone (es. Poggio Palone) costituite da rocce calcaree. Il clima è di tipo mediterraneo: piogge concentrate nei mesi autunnali ed invernali, decrescenti in primavera, periodi di aridità durante i mesi estivi e temperature basse nei mesi di gennaio e febbraio e alte nei mesi di luglio e agosto. I giorni piovosi oscillano tra i 50 e i 70 annui e le precipitazioni difficilmente durano tutto il giorno. Si riscontrano lievi differenze climatiche tra le aree costiere, che risentono dell’azione mitigatrice del mare, e quelle più lontane dalla costa, caratterizzate da condizioni più rigide e da maggiori precipitazioni, soprattutto ove i rilievi si rendono più evidenti e boscati. Da segnalare inoltre che la durata media annua di ore giornaliere di soleggiamento e la radiazione globale per mese sono tra i massimi assoluti nazionali: ciò crea un ambiente molto accogliente e piacevole.

Vegetazione

La formazione vegetale più rappresentata è il forteto (macchia mediterranea alta, con piante la cui statura si attesta sopra i 3 m) o bassa, seguita dai cedui di leccio; le specie predominanti sono, oltre al leccio, il corbezzolo e l’orniello con un piano inferiore composto dagli arbusti tipici della macchia quali erica arborea, lentisco, fillirea, alaterno, cisti, olivastro, mirto, viburno, alloro, il profumato rosmarino e la lavanda, il commestibile corniolo (coltivato in passato anche dagli Etruschi e dai cui frutti si ricavava una bevanda a bassa gradazione alcolica), i pungenti stracciabrache, il pungitopo e l’asparago pungente, la strisciante robbia selvatica e il bel fiore del ciclamino primaverile. Altre specie arboree presenti, sia cedui che fustaie transitorie, sono il cerro, la roverella, il carpino nero, il castagno e, secondariamente, il carpino bianco, l’acero, il frassino ossifillo, il sorbo domestico. Delle formazioni riparie fanno parte anche salice bianco, ontano nero, nocciolo e olmo campestre. Da segnalare la presenza di nuclei di fustaia di sughera (meritano di essere viste quelle di sviluppo eccezionale nei pressi del Podere S. Lucia) regolarmente decorticata, di nuclei di castagneto da frutto a marrone scarlinese e di rimboschimenti di conifere (pino d’Aleppo, pino domestico, pino marittimo e cipresso comune, pino nero, pino radiata, cedro dell’Atlante, douglasia e abete bianco), spesso impiantati per migliorare le macchie più degradate. Nelle aree umide vegetano i cannucceti a cannuccia di palude, la prateria alofila a dominanza di Puccinella festuciformis e Scirpus maritimus, i giuncheti a prevalenza di Juncus gerardi, i suffruticeti a dominanza di Sarcocornia perennis . Sulle pareti rocciose antistanti il mare, martoriate da venti salmastri e con uno scarso spessore di terreno disponibile, la specie più frequente è la sabina marittima, specie particolarmente protetta, a lento accrescimento (si rinviene anche nell’interno, ove è sopravvissuta ai tagli periodici del bosco grazie alla durezza del suo legno che provocava danni all’affilatura degli strumenti da taglio), con la quale resistono anche, tra le altre, lentisco, alaterno e barba di Giove.

Fauna

L'ampia superficie e le diverse tipologie ambientali che caratterizzano il Complesso Forestale favoriscono un' elevata presenza di animali. Fra i mammiferi, la specie più facilmente osservabile è il cinghiale, presente in tutti gli ambienti. Sono presenti poi l'istrice, la volpe, il capriolo (unico cervide presente in diminuzione a causa del bracconaggio), lo scoiattolo, la faina, la donnola, il tasso e la martora. Riguardo alla popolazione ornitica nidificante, in gran numero sono presenti scriccioli, pettirossi, merli, capinere, cinciarelle, cinciallegre, ghiandaie, uccelli non legati ad un ambiente specifico, oltre a tortore o a rapaci come la poiana e lo sparviero. Da segnalare la presenza del biancone, qui in una delle popolazioni italiane più importanti, del picchio verde e rosso, presenti soprattutto nei castagneti, e, in ambiente ripariale, del gruccione e dell'usignolo di fiume. Nel vicino Padule troviamo uccelli svernanti tipici di tali ambienti, quali l'airone, la garzetta, il fenicottero e il falco di palude, il tarabuso, il forapaglie castagnolo, il germano.

Sentieri e luoghi di interesse

All’interno del Complesso, oltre ad una viabilità principale a fondo naturale, è presente una viabilità interna di servizio di tipo secondario, transitabile solo in bicicletta, a cavallo o a piedi, come dimostrano anche le numerose sbarre di limitazione del transito generico. Numerosi sono anche i sentieri escursionistici segnalati, che consentono la visita di punti più reconditi e selvaggi e che, tutti insieme, superano i 200 Km di sviluppo lineare. In molti casi è stata ripristinata la sentieristica utilizzata in passato per le attività selvicolturali e per la cottura del legno per ottenere il carbone. Rientrano tra gli itinerari percorribili i viali parafuoco, denominati localmente “cesse”, che si sviluppano per oltre 60 Km, i quali, oltre a garantire una valida difesa contro il fuoco, offrono all’escursionista interessanti viste del paesaggio circostante. Camminare, andare in bicicletta o cavalcare all’interno delle Bandite consente di assaporare i profumi della macchia mediterranea, che, insieme alla tipica aria marina, generano una fragranza unica; oltre all’olfatto, anche la vista gode di panorami unici, che vanno dai verdi paesaggi collinari dell’interno a quelli marini che contemplano anche le isole dell’Arcipelago Toscano. Meritano una visita molti luoghi posti entro o ai margini del Complesso: il castello di Scarlino, le magiche spiagge di Cala Martina e Cala Violina: il suo nome deriva dal fatto che (caratteristica molto rara), calpestando la sabbia, questa risuona sulle note armoniose di un violino. In questo spettacolo naturale, la spiaggia degrada lievemente con un fondale di sabbia bianchissima nel mare, che presenta un’acqua limpida e azzurra, ricca di pesci e di Poseidonie oceaniche. Alle spalle della striscia di sabbia si staglia contro il cielo la tipica macchia mediterranea. Si segnala inoltre l’area archeologica di Poggio Tondo, oggetto di un intervento di valorizzazione mediante il quale sono state riportate alla luce alcune monumenti funerari di epoca etrusca arcaica e una abitato probabilmente adibito a fattoria che rappresenta una rarità per l’Italia centrale. E’ possibile visitare l’area archeologica attraverso una sentieristica guidata differenziata per difficoltà. Appena fuori dai confini del Complesso si trova l’area umida del Padule di Scarlino, unica nel suo genere dal punto di vista naturalistico, costituisce un relitto del paesaggio che una volta era comune nella Maremma. Tutta l’area è classificata come ZSC (Zona Speciale di Conservazione) e anche come Zona Umida di importanza internazionale (RAMSAR). Un po’ più lontano dal Complesso si trovano Vetulonia e le rovine di Roselle.

Dati aggiornati a novembre 2023.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’ente gestore

Elenco dei complessi

Il Patrimonio Agricolo Forestale Regionale della Regione Toscana (PAFR) è suddiviso nei seguenti Complessi/Sezioni:

Codice Complesso COMPLESSO Ente Gestore
001 ACQUERINO - LUOGOMANO UNIONE DEI COMUNI DELLA VAL DI BISENZIO
002 ALPE1 UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
003 ALPE2 UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
004 ALPE DELLA LUNA UNIONE MONTANA DEI COMUNI DELLA VALTIBERINA
005 ALPE DI CATENAIA UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
006 ALPE DI POTI AREZZO - GESTIONE P.A.F.R.
007 ALPE DI SAN BENEDETTO UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
008 ALTO SENIO UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
009 ALTO SERCHIO UNIONE COMUNI GARFAGNANA
010 ALTO TEVERE UNIONE MONTANA DEI COMUNI DELLA VALTIBERINA
011 COLLINE METALLIFERE UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
012 BANDITE DI SCARLINO SCARLINO - GESTIONE P.A.F.R.
013 BRATTELLO UNIONE DEI COMUNI MONTANA LUNIGIANA
014 CALVANA BISENZIO UNIONE DEI COMUNI DELLA VAL DI BISENZIO
015 CALVANA MUGELLO UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
016 CASELLI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
017 COLLINE LIVORNESI UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
018 FORESTA DI SANT'ANTONIO UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
019 FORESTE CASENTINESI UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
020 FORESTE PISTOIESI-ACQUERINO COLLINA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
021 FORESTE PISTOIESI-MARESCA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
022 FORESTE PISTOIESI-MELO LIZZANO SPIGNANA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
023 GIOGO CASAGLIA UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
024 IL BELAGAIO UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
025 IL GIARDINO SCORNABECCHI RIPARBELLA - GESTIONE P.A.F.R.
026 LA FOCE UNIONE DI COMUNI VALDICHIANA SENESE
027 MONTIONI-SCARLINO SCARLINO - GESTIONE P.A.F.R.
028 LA MERSE UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
029 LA SELVA UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
030 LE CARLINE UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
031 LUSTIGNANO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
032 MACCHIA DELLA MAGONA BIBBONA - GESTIONE P.A.F.R.
033 MACCHIA DI BERIGNONE UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
034 MACCHIA DI DECIMO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
035 MACCHIE DELL'ELBA UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
036 MADONNA DELLA QUERCE UNIONE DEI COMUNI AMIATA VAL D'ORCIA
037 MONTALCINO UNIONE DEI COMUNI AMIATA VAL D'ORCIA
038 MONTE GINEZZO UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
039 MONTE PENNA UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
040 MONTE VERRO - MONTETI CAPALBIO - GESTIONE P.A.F.R.
041 MONTERUFOLI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
042 MONTI DEL CHIANTI UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
043 MONTI PISANI (PI) CALCI - GESTIONE P.A.F.R.
044 MONTI PISANI (LU) UNIONE DEI COMUNI MEDIA VALLE DEL SERCHIO
045 PAVONE VAL DI CECINA UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
046 MONTE AQUILAIA UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
047 POGGIO MALABARBA ORBETELLO - GESTIONE P.A.F.R.
048 PRATOMAGNO CASENTINO UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
049 PRATOMAGNO VALDARNO UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
050 RINCINE UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
051 SAN MARTINO UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
052 SANTA LUCE SANTA LUCE - GESTIONE P.A.F.R.
053 SASSETTA SASSETTA - GESTIONE P.A.F.R.
054 ULIGNANO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
064 MEDIO SERCHIO UNIONE DEI COMUNI MEDIA VALLE DEL SERCHIO
066 FORESTE PISTOIESI-ABETONE UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
067 RANTIA VAL DI CECINA UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA