Complesso forestale MACCHIA DI BERIGNONE

Ente gestore

Unione Montana Alta Val di Cecina con sede a Pomarance (PI)

Si estende su una superficie complessiva di circa 2131 ettari nei comuni di Volterra e Pomarance, in un’area di collinare prospiciente il medio corso del Fiume Cecina.

Come raggiungerlo

In auto. Provenendo da nord si può imboccare la SR 68 a Colle Val d’Elsa, deviando poco prima di Volterra verso il borgo di Mazzolla; da ovest con la SR 439 o con la SS 68 si raggiunge Volterra e si prosegue deviando ancora verso Mazzolla. Utilizzando mezzi pubblici si può usufruire del servizio di autobus fino all’abitato di Casole d’Elsa, o più a sud S. Dalmazio e Montecastelli. In treno . Le stazioni ferroviarie più vicine all’area sono Colle Val d’Elsa sulla linea Firenze – Siena, e Volterra-Saline-Pomarance (che da Cecina termina a Saline di Volterra); la linea è servita da treni regionali con possibilità di trasporto bici, oppure da servizio automobilistico sostitutivo.

Geomorfologia e clima

Il Complesso consta di un territorio quasi interamente boscato, che si estende attorno al Monte Soldano (556 m) e Poggio Alessandro (434 m) nell’Alta Val di Cecina. L’area è solcata da due principali corsi d’acqua, i torrenti Sellate e Fosci, mentre il fiume Cecina segna i confini meridionali. Il quadro geologico dell’area è caratterizzato dalla presenza di ofioliti (Serpentina) e dalla arenaria di Ponsano (arenarie quarzoso-feldspatiche). La media delle precipitazioni annuali è pari a circa 900 mm, con massimo autunnale nel mese di novembre e minimo estivo nel mese di luglio. La somma delle precipitazioni nel periodo estivo, prossima al limite di 150 mm, indica la presenza saltuaria di estati siccitose di tipo mediterraneo. La temperatura media annua è pari a circa 14 °C; il mese più caldo è agosto, il mese più freddo febbraio. Le temperature scendono spesso sotto lo zero e da ciò si può dedurre che, pur trattandosi di un clima tipicamente mediterraneo, sono presenti i caratteri di continentalità tipici delle zone interne della Toscana.

Vegetazione

Il Complesso si caratterizza per la supremazia dei boschi di latifoglie sempreverdi a foglia consistente (le cosiddette “sclerofille”), che vanno a formare la “Macchia mediterranea” nelle sue varie fasi di evoluzione, dando origine, in certi casi, ad un ecosistema equilibrato raro nella fascia mediterranea. Le specie arboree più rappresentative sono il leccio e il corbezzolo. Quelle arbustive presenti a livello di gariga (stadio più degradato) sono il cisto femmina, il cisto rosso, la tignamica, la ginestra comune, le euforbie, il lillatro, l’alaterno, il lentisco, il viburno, il mirto, l’erica e il ligustro; molto diffusi sono anche i ginepri, come quello comune di ampia valenza ecologica e l’ossicedro (caratterizzato dalle bacche più grosse). Vi sono poi anche boschi a latifoglie decidue come l’orniello con le sue vistose infiorescenze bianche, la roverella assai adattabile e il cerro, che predilige gli impluvi più freschi e le esposizioni più a nord. Importantissima la presenza della rovere nel limitrofo Bosco di Tatti, di proprietà del Comune di Volterra. Risultano concentrati nella porzione nord-occidentale del complesso alcuni impianti di conifere, tra cui un singolare nucleo di abete bianco e douglasia, impiantato nei primi anni ’30 su una particella di circa 1 ettaro, in prossimità di Monte Soldano. Maggior rilievo, tra le conifere, riveste sicuramente il tasso, che trova la sua collocazione naturale nei boschi montani di latifoglie sopra i 500 metri.

Fauna

Tra le specie di Uccelli, merita segnalare la presenza di specie ad esigenze ecologiche ristrette, legate agli ambienti forestali maturi e alle macchie estese. Sono presenti diverse specie di rapaci, come il falco pecchiaiolo, il nibbio bruno, lo sparviero, il biancone e la poiana; sempre nelle formazioni forestali si ritrovano anche tordela, cincia bigia e il diffuso e comune colombaccio. Nella macchia è comune la sterpazzolina, mentre nelle praterie arbustate nidifica la tottavilla, specie vulnerabile a livello europeo. Svariate sono le specie di mammiferi, la cui presenza si rileva attraverso il rinvenimento delle impronte, dei resti di pasti, degli escrementi, delle dimore. Tra le molte specie ricordiamo anche il riccio, caratterizzato da abitudini notturne e dalla tipica tattica di difesa, il vivacissimo scoiattolo, che lascia abbondanti resti di strobili rosicchiati alla ricerca dei semi di conifere e la puzzola, di abitudini notturne e nota per la capacità di emanare, per difesa, un odore nauseabondo attraverso le ghiandole anali. Inconfondibile per il suo aspetto massiccio, con le striature bianche e nere sul capo e per l’andatura un po’ goffa è il tasso, che scava ampie tane sotterranee. Nell’area è stato introdotto il muflone (ormai quasi completamente scomparso) che predilige pendici rocciose e ricche di cespugli, ma frequenta senza difficoltà i boschi di querce, la macchia e le radure. Negli anni ’70 fu introdotto anche il daino che negli anni passati ha subito una notevole diffusione e che oggi invece, a causa di una massiccia predazione da parte del lupo è stato fortemente ridimensionato. Seppure la specie che maggiormente popola il Complesso forestale resti il cinghiale, esso costituisce la preda principale del lupo con preferenza per i cinghiali giovani o di medie dimensioni (10-35 kg), in particolare i piccoli striati, poiché sono più vulnerabili e meno esperti nella difesa.

Sentieri e luoghi di interesse

Nel Complesso è possibile percorrere numerosi sentieri didattici ed escursionistici. L’impostazione progettuale si è indirizzata su tre diverse tipologie: la viabilità principale che attraversa il complesso forestale e lo collega ai centri limitrofi (itinerari di collegamento), strade sterrate, percorrendo le quali si possono godere scorci panoramici di elevata suggestione; i percorsi didattici, simili ai cosiddetti “sentieri natura”, di agevole percorribilità, in cui si privilegiano le finalità didattico-educative, che mettono in evidenza gli aspetti floristici, faunistici e mineralogici di rilievo; i percorsi escursionistici (13 in Berignone, consultabili online attraverso la nuova app “Valdicecinaoutdoor”, sono rivolti ad un visitatore preparato ad affrontare un maggior impegno fisico. Ricchi di storia, ricalcando in gran parte vecchi tracciati utilizzati in passato, offrono la possibilità di apprezzare in maniera più completa i numerosi e pregevoli aspetti naturalistici, unitamente alle vicende storiche che hanno segnato questi luoghi. Sono presenti anche numerose aree di sosta attrezzate. Per i suoi elevati caratteri di naturalità, il Complesso è stato classificato come Riserva Naturale oltre che inserito tra i Siti di Interesse Comunitario di cui alla Direttiva Comunitaria “Habitat”. Di seguito riportiamo una breve presentazione e alcune utili informazioni per il turista interessato relative alla città di Volterra ed il paese di Pomarance, cui ricade il complesso in esame. Di grande interesse storico-artistico la città di Volterra, “magica e misteriosa”, gioiello d'arte etrusca, romana, medievale e rinascimentale, coi sui 9.316 abitanti domina da un colle di 550 metri, tra le valli dei fiumi Cecina ed Era, un vasto territorio collinare caratterizzato da fenomeni geologici peculiari, quali le balze e i calanchi. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i tre musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra e l’Ecomuseo dell’Alabastro. Di antichissima origine (documentata da prima del VIII secolo a.C), Volterra è stata una delle principali città-stato dell'Etruria e fra i più importanti centri dell'entroterra toscano, sede vescovile della Diocesi di Volterra fin dall'alto Medioevo, avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane comprendente comuni delle province di Pisa, Siena, Firenze e Livorno. Ha dato i natali a San Lino Papa, immediato successore di san Pietro, 2º vescovo di Roma. Nel corso dei secoli la città esercitò un rilevante ruolo politico, religioso ed economico, dapprima come libero comune e successivamente sotto il dominio della Repubblica di Firenze e del Granducato di Toscana, mantenendo un'importante funzione amministrativa e culturale. Conserva un patrimonio archeologico, artistico e monumentale che testimonia la continuità dell'insediamento dall'età antica attraversando il periodo romano, medievale e rinascimentale-moderno. Tra le prestigiose e uniche architetture della città non possiamo non segnalare il Duomo (in stile romanico, fu innalzato a più riprese tra il XII ed il XIII secolo), il teatro romano (riportato in luce negli anni 1950 in località Vallebona), il Battistero di San Giovanni (seconda metà del Duecento), il convento di San Girolamo al Velloso, il convento dei Cappuccini, la Badia dei Santi Giusto, la pieve di San Giovanni Battista (località Palagione), la pieve di San Bartolomeo Apostolo (località Pignano), la pieve di San Bartolomeo Apostolo (località Ponsano), la pieve dei Santi Giovanni Battista e Felicita, la pieve della Nera, la prioria dei Santi Ippolito e Cassiano (località Sensano) nonché le altre 28 chiese e oratori minori sparsi sul territorio comunale. Di non secondaria importanza sono: la fonte di Docciola (utilizzata come lavatoio pubblico risalente al 1250), l’anfiteatro romano di Volterra (eccezionale scoperta del 2015 e tuttora in fase in scavo), i padiglioni dell'ex villaggio manicomiale dell’ospedale psichiatrico, il Palazzo dei Priori (sorge nell'omonima piazza, edificato nel 1246), la Torre Toscano, il palazzo Minucci-Solaini (sede della Pinacoteca cittadina e l'Ecomuseo dell'alabastro), il palazzo Incontri-Viti (oggi museo aperto al pubblico), Il palazzo Inghirami, il palazzo Maffei, il palazzo Guarnacci, il palazzo Pretorio nonché il pregevole e rinomato teatro Persio Flacco. Tra le architetture storico-militari si segnalano la cinta muraria etrusca e quella successiva medioevale. La celebre Porta all'Arco e la porta Diana (facenti parte dell'antica cerchia muraria del IV secolo a.C.), la fortezza Medicea (oggi carcere), la porta Fiorentina, la porta Menseri, la porta di Docciola, la porta a Selci, la porta Marcoli, la porta San Felice e la porta San Francesco, una delle più imponenti della città, tutte costruite in epoca medievale. Volterra racchiude così inestimabili bellezze storico-artistiche, un paesaggio incontaminato, una qualità della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo rappresentato principalmente dalla lavorazione artistica dell’alabastro che ha intrecciato la propria storia con quella della città e rappresenta un altro punto di notevole interesse. E visitando le numerose esposizioni o curiosando nelle botteghe artigiane in giro per la città si avrà modo di respirare un po’ di quella magica atmosfera che circonda Volterra. Volterra è anche famosa per le sue specialità gastronomiche della tradizione toscana e per la sua calda ospitalità che è in grado di offrire ad ogni tipo di turista con i suoi numerosi alberghi, aziende agrituristiche, appartamenti per vacanze, con un attrezzato campeggio e un moderno ostello. Durante il periodo estivo-autunnale inoltre manifestazioni culturali come Il Festival Internazionale del TeatroRomano, La Settimana medievale AD 1398, VolterraGusto, concerti di musica classica e moderna, mostre d’arte e manifestazioni folcloristiche permettono agli ospiti di avere una vacanza ricca non solo di relax e tranquillità, ma anche di stimolanti momenti di incontro culturale. A circa 25 km sorge il paese di Pomarance situato su un colle a 370 metri sul livello del mare, in posizione dominante sulla vasta vallata segnata dal fiume Cecina e dai suoi affluenti. Pomarance si trova al centro dell'alta val di Cecina, al confine tra la provincia di Pisa e quella di Siena. Il territorio è prevalentemente collinare, caratterizzato tanto da spazi coltivati e abitati quanto da aree boscose e isolate. Lontano dalle principali vie di comunicazione, Pomarance è raggiungibile principalmente dalla strada 439 venendo da Pontedera e da Follonica o dalla SS 68 venendo da Cecina. Comune storicamente importante per lo sviluppo e lo sfruttamento dell'energia geotermica nella frazione di Larderello, così chiamata in onore dell'ingegnere francese François Jacques de Larderel del XIX secolo che ne promosse lo sfruttamento e dove è visitabile il Museo della Geotermia Tra i monumenti e i luoghi d'interesse si segnalano: la porta Orcolina, la pieve di San Giovanni Battista, i resti dell’eremo di San Michele alle formiche, la pieve di San Giovanni Battista a Morba, la chiesa di Maria Santissima di Montenero (località Lagoni Rossi), le chiese della Beata Maria Vergine e della Maria Santissima di Montenero (frazione Larderello), la chiesa dei Santi Simone e Giuda (frazione Libbiano), la chiesa di San Martino e la pieve di San Giovanni Battista (frazione Lustignano), la chiesa di San Michele Arcangelo e l’oratorio della Madonna del Carmine (frazione Micciano), la chiesa della Madonna delle Grazie e la chiesa di San Cerbone (frazione Montecerboli), la chiesa di San Bartolomeo (frazione Montegemoli), la chiesa di San Dalmazio (frazione San Dalmazio), la chiesa di San Donato e l’oratorio di Sant'Antonio (frazione Serrazzano), la pieve di San Giovanni Battista a Sillano nonché l’oratorio della Madonna della Casa entrambi presso la poderosa fortificazione della Rocca Sillana (nelle vicinanze della fraz. San Dalmazio). Tra le architetture civili si segnalano: il teatro De Larderel, il teatro dei Coraggiosi, il Centro culturale Savioli, il Centro scolastico di Larderello e il cinema-teatro Florentia a Larderello.

Dati aggiornati a Agosto 2026.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Ente gestore

Elenco dei complessi

Il Patrimonio Agricolo Forestale Regionale della Regione Toscana (PAFR) è suddiviso nei seguenti Complessi/Sezioni:

Codice Complesso COMPLESSO Ente Gestore
001 ACQUERINO - LUOGOMANO UNIONE DEI COMUNI DELLA VAL DI BISENZIO
002 ALPE1 UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
003 ALPE2 UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
004 ALPE DELLA LUNA UNIONE MONTANA DEI COMUNI DELLA VALTIBERINA
005 ALPE DI CATENAIA UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
006 ALPE DI POTI AREZZO - GESTIONE P.A.F.R.
007 ALPE DI SAN BENEDETTO UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
008 ALTO SENIO UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
009 ALTO SERCHIO UNIONE COMUNI GARFAGNANA
010 ALTO TEVERE UNIONE MONTANA DEI COMUNI DELLA VALTIBERINA
011 COLLINE METALLIFERE UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
012 BANDITE DI SCARLINO SCARLINO - GESTIONE P.A.F.R.
013 BRATTELLO UNIONE DEI COMUNI MONTANA LUNIGIANA
014 CALVANA BISENZIO UNIONE DEI COMUNI DELLA VAL DI BISENZIO
015 CALVANA MUGELLO UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
016 CASELLI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
017 COLLINE LIVORNESI UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
018 FORESTA DI SANT'ANTONIO UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
019 FORESTE CASENTINESI UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
020 FORESTE PISTOIESI-ACQUERINO COLLINA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
021 FORESTE PISTOIESI-MARESCA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
022 FORESTE PISTOIESI-MELO LIZZANO SPIGNANA UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
023 GIOGO CASAGLIA UNIONE MONTANA DEI COMUNI DEL MUGELLO
024 IL BELAGAIO UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
025 IL GIARDINO SCORNABECCHI RIPARBELLA - GESTIONE P.A.F.R.
026 LA FOCE UNIONE DI COMUNI VALDICHIANA SENESE
027 MONTIONI-SCARLINO SCARLINO - GESTIONE P.A.F.R.
028 LA MERSE UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
029 LA SELVA UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
030 LE CARLINE UNIONE DI COMUNI VAL DI MERSE
031 LUSTIGNANO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
032 MACCHIA DELLA MAGONA BIBBONA - GESTIONE P.A.F.R.
033 MACCHIA DI BERIGNONE UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
034 MACCHIA DI DECIMO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
035 MACCHIE DELL'ELBA UNIONE DI COMUNI MONTANA COLLINE METALLIFERE
036 MADONNA DELLA QUERCE UNIONE DEI COMUNI AMIATA VAL D'ORCIA
037 MONTALCINO UNIONE DEI COMUNI AMIATA VAL D'ORCIA
038 MONTE GINEZZO UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
039 MONTE PENNA UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
040 MONTE VERRO - MONTETI CAPALBIO - GESTIONE P.A.F.R.
041 MONTERUFOLI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
042 MONTI DEL CHIANTI UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
043 MONTI PISANI (PI) CALCI - GESTIONE P.A.F.R.
044 MONTI PISANI (LU) UNIONE DEI COMUNI MEDIA VALLE DEL SERCHIO
045 PAVONE VAL DI CECINA UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
046 MONTE AQUILAIA UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
047 POGGIO MALABARBA ORBETELLO - GESTIONE P.A.F.R.
048 PRATOMAGNO CASENTINO UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO
049 PRATOMAGNO VALDARNO UNIONE DI COMUNI PRATOMAGNO
050 RINCINE UNIONE DI COMUNI VALDARNO E VAL DI SIEVE
051 SAN MARTINO UNIONE DEI COMUNI MONTANI AMIATA GROSSETANA
052 SANTA LUCE SANTA LUCE - GESTIONE P.A.F.R.
053 SASSETTA SASSETTA - GESTIONE P.A.F.R.
054 ULIGNANO UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA
064 MEDIO SERCHIO UNIONE DEI COMUNI MEDIA VALLE DEL SERCHIO
066 FORESTE PISTOIESI-ABETONE UNIONE DEI COMUNI APPENNINO PISTOIESE
067 RANTIA VAL DI CECINA UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA